U.O.C. PNEUMOLOGIA BRINDISI

Ambulatorio di Fisiopatologia Respiratoria

U.O.C. di Pneumologia “A. BLASI”

P.O. “A. Perrino” - Settimo Piano (Blocco D - Scala D)

Brindisi

La prenotazione/accesso all'ambulatorio:

  • Spirometria semplice
  • Spirometria globale
  • Test di Diffusione Alveolo-Capillare
  • Test di reversibilità
  • Test alla metacolina

La prenotazione per utenti esterni può essere effettuata tramite CUP.

Alcune prestazioni (test di stimolazione bronchiale aspecifica, test di diffusione) sono prenotabili solo presso l'accettazione del Reparto.

È richiesta l'impegnativa SSN. Presentarsi con il tesserino sanitario ed eventuali esenzioni ticket.

Tempi:

  • Attesa per l'accesso
    • Prestazioni programmate (non urgenti): hanno tempi di attesa variabili da 2 a 4 mesi;
    • Urgenze: Sono espletate entro le 24 ore le urgenze non differibili (impegnativa SSN con dicitura urgenza non differibile) presentandosi direttamente in accettazione.;
    • Le urgenze differibili: Vengono espletate entro 7 giorni (impegnativa SSN con dicitura urgenza) previa presentazione al CUP e presa in carico.
  • Attesa per la prestazione (in sala d'attesa)

    Le prestazioni vengono effettuate secondo l'orario di appuntamento. I tempi variano, a seconda delle prestazioni richieste, da un minimo di 10' ad un massimo di 60'. In caso di elevata afferenza di prestazioni urgenti, non programmabili nà prevedibili, questi tempi potrebbero subire ulteriori variazioni.

Prove di funzione respiratoria

Le Prove di Funzione Respiratoria (PFR) vengono eseguite mediante uno strumento che si chiama spirometro. La spirometria assume un valore molto importante nella diagnostica differenziale e nella valutazione dei sintomi respiratori.

  • Spirometria semplice
    La spirometria semplice consiste nella esecuzione di un curva flusso-volume (che prevede manovre respiratorie forzate) e di una curva volume-tempo. Alcune regole per una corretta esecuzione dell’esame:
    • evitare di indossare abiti troppo stretti
    • porsi in posizione seduta
    • il naso deve essere chiuso con una molletta (o stringi-naso)
    • il paziente dovrà posizionare l’apposito boccaglio, collegato allo spirometro, fra i denti e dovrà porre la lingua al di sotto dello stesso

    Curva volume-tempo (manovra lenta): il paziente, dopo un breve periodo di adattamento con respiri tranquilli (almeno 4 atti respiratori a volume corrente), è invitato a eseguire lentamente una espirazione massimale seguita da una inspirazione veloce e completa, al termina della quale dovrebbe essere evidente una fase di plateau. In questo modo si determina la Capacità Vitale inspiratoria (CV). E’ possibile determinare anche la CV espiratoria facendo compiere al paziente una inspirazione massimale seguita da una espirazione massimale, al termine della quale deve essere evidente una fase di plateau.

    Curva flusso-volume (manovra forzata): il paziente, dopo un breve periodo di adattamento con respiri tranquilli (almeno 4 atti respiratori a volume corrente), è invitato a eseguire una inspirazione profonda seguita da una espirazione forzata e massimale della durata di almeno 6 secondi. Al primo secondo di questa espirazione si calcola il Volume Espiratorio Massimale al 1° secondo (VEMS), altrimenti conosciuto come FEV1 (Forced Expiratory Volume in 1 s).

    Le manovre vengono eseguite secondo i criteri di accettabilità e riproducibilità ERS/ATS.

    La spirometria semplice permette la diagnosi di malattie che riducono il calibro delle vie aeree (patologie ostruttive) e di sospettare la presenza di malattie che riducono i volumi polmonari (patologie restrittive).

    Il rapporto FEV1/CV rappresenta l'Indice di Tiffenau (IT) che, se inferiore ai limiti della norma (88% del predetto nei maschi e 89% del predetto nelle femmine, il 5° percentile atteso per l’età), indica la presenza di una patologia ostruttiva delle vie aeree. La gravità dell’ostruzione viene definita in base alla riduzione del VEMS.

    Se l'IT risulta nei limiti della norma, non si può escludere la presenza di una patologia di tipo restrittivo e/o misto. Per tale motivo, soprattutto in presenza di una riduzione della CV al di sotto dei limiti della norma, è opportuno integrare la spirometria semplice con la misura dei volumi polmonari che permettono di escludere o confermare la presenza di un difetto ventilatorio di restrittivo.

    Controindicazioni:

    • infarto del miocardio nel mese precedente
    • pneumotorace iperteso
    • emorragia interna acuta

    Effetti collaterali (molto rari):

    • vertigini
    • perdita di coscienza per brevi periodi
    • broncospasmo negli asmatici
  • Spirometria globale

    La spirometria globale consiste nella esecuzione di una spirometria semplice cui si associa la misura dei volumi statici polmonari mediante PLETISMOGRAFIA CORPOREA. La pletismografi è un test non invasivo che dipende solo in parte dal grado di collaborazione del paziente e serve a misurare la quantità totale dell'aria presente nel torace. La misurazione del volume toracico si basa sul principio di Boyle-Mariotte, secondo cui il prodotto della Pressione (P) per il Volume (V) si mantiene costante: PxV=K. Il paziente è invitato a sedersi all'interno della cabina pletismografica, che verrà chiusa ermeticamente con una porta a chiusura elettromagnetica, per tutta la durata del test. Dopo un breve periodo di adattamento, affinchè il sistema si adegui alle diverse condizioni ambientali, il paziente deve eseguire dei respiri tranquilli, rimanendo attaccato all’apposito boccaglio, fino a quando il circuito respiratorio viene chiuso temporaneamente da una valvola e il paziente dovrà eseguire dei respiri piccoli e veloci. La compressione/decompressione dei gas toracici determina variazioni di pressioni in cabina pletismografica attraverso le quali il computer riesce a misurare il VGT e a calcolare gli altri volumi polmonari. A seguire, si fa eseguire al paziente una manovra inspirazione e successiva espirazione massimali, per misurare la quantità totale di gas a massima distensione e compressione toracica.

    I volumi polmonari possono essere:

    • Normali
    • Aumentati: come, per esempio, nell’enfisema polmonare
    • Ridotti: come, per esempio, nelle interstiziopatie, malattie neuromuscolari e malattie della gabbia toracica)

    Capacità di diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio (DLCO)

    Lo studio della diffusione serve a studiare lo scambio dei gas respiratori, in particolare dell'ossigeno, tra alveoli e capillari. Il paziente, dopo aver eseguito alcuni respiri tranquilli (a volume corrente), mediante un boccaglio connesso allo spirometro, è invitato a eseguire una manovra di espirazione massimale (fino a volume residuo) e, successivamente, una manovra di inspirazione massimale, fino a capacità polmonare totale. Durante l'inspirazione massimale il paziente inala una miscela di gas contenente una bassissima percentuale di monossido di carbonio (CO 0,3%). A seguire il paziente deve mantenere un periodo di apnea di circa 10 secondi al termine dei quali espira velocemente svuotando completamente il polmone. La differenza di concentrazione tra CO inspirato ed espirato indica quanto gas diffonde dagli alveoli ai capillari. Tanto più alta è la differenza di concentrazione, tanto maggiore sarà la capacità del polmone di assorbire il CO. La DLCO serve, dunque, a studiare la parte più periferica del polmone, ed è quindi indicata in tutti i casi si voglia studiare, o si abbia il sospetto, di patologia che interessi il parenchima polmonare (interstiziopatie), il circolo polmonare (ipertensione polmonare), entrambi (enfisema).

    Raccomandazioni prima dei test sopra descritti:

    • evitare di fumare nell’ora precedente
    • evitare di bere alcolici nelle 4 ore precedenti
    • evitare di pranzare abbondantemente nelle 2 ore precedenti
    • evitare di eseguire attività fisica intensa nella mezz’ora precedente
  • Test al Broncodilatatore

    Il test al broncodilatatore (BD) ha lo scopo di valutare la presenza e il grado di reversibilità di un difetto ventilatorio di tipo ostruttivo e, di conseguenza, che questo sia compatibile con la diagnosi di una delle due malattie ostruttive più frequenti: BPCO e asma bronchiale. Il paziente è invitato a eseguire una spirometria basale e 20 minuti dopo l’inalazione, mediante distanziatore, di 400 mcg di salbutamolo. Il test è positivo se si ottiene un aumento del VEMS e/o della CV che supera il 12% del valore basale e 200 ml. Da ricordare che anche i pazienti con BPCO possono presentare una risposta positiva al BD, ma quando si osserva un aumento del VEMS di 400 ml, il test suggerisce fortemente la presenza di asma bronchiale. D’altra parte, negli asmatici con ostruzione cronica al flusso aereo espiratorio, il test al BD può essere negativo. In questi casi, il miglioramento funzionale può essere evidenziato mediante una spirometria eseguita dopo un mese di terapia. Tale test è semplice da eseguire, ma non sempre è conclusivo. Non ha controindicazioni particolari, ma dovrebbe essere effettuato con cautela in pazienti con gravi aritmie. Può provocare tremori e tachicardia.

  • Test alla metacolina

    Il test di stimolazione bronchiale aspecifico con la metacolina rappresenta il gold standard valutare la presenza di iperreattività bronchiale e, quindi, anche per la diagnosi di asma bronchiale in pazienti con spirometria nei limiti della norma. Il paziente deve eseguire una spirometria basale. Se il VEMS è superiore al 70% del valore predetto per età, sesso e altezza, il test continua con l’inalazione, mediante nebulizzatore, di dosi crescenti di metacolina (sostanza che attiva i recettori muscarinici presenti sulla parete della muscolatura liscia bronchiale determinandone bronco-ostruzione). Si parte da una dose minima di 20 mcg fino ad una dose totale massima di 2400 mcg. Il test termina fino a quando non si osserva una riduzione del VEMS di almeno il 20% rispetto al basale (PD 20). Il test è positivo quando la PD 20 è inferiore a 1000 mcg. Si definisce iperreattività delle vie aeree di grado elevato se la PD 20 è < 100 mcg, medio se >100 e <5000 mcg, lieve se >500 e < 1000 mcg. Al termine del test, al paziente viene somministrato un broncodilatatore (di solito salbutamolo 200 mcg).

    Prima di eseguire il test è necessario:

    • sospendere broncodilatatori a breve durata d’azione (6 ore prima)
    • sospendere broncodilatatori a lunga durata d’azione (12 o 24 ore prima a seconda del farmaco)
    • sospendere steroidi inalatori (2-4 giorni prima)
    • sospendere antileucotrienici (2-4 giorni prima)
    • evitare caffeina e teina il giorno del test

    Questo test è caratterizzato da un’elevata sensibilità, ma da una minore specificità, potendo infatti evidenziare la presenza di iperreattività bronchiale anche in altre patologie come la BPCO, le bronchiectasie e la rinite allergica.

    Controindicazioni:

    • FEV1<70% del predetto
    • Incapacità del paziente ad eseguire spirometrie ripetute e riproducibili

    Effetti collaterali: tosse, senso di costrizione toracica, respiro sibilante, cefalea. Tali sintomi tendono a regredire dopo l’inalazione del broncodilatatore.